COLF E BADANTI

17 aprile 2020

Quali soluzioni contro il Coronavirus.

Uno degli effetti dell’Emergenza Coronavirus a cui stiamo assistendo in questi giorni è l’aumento di assunzioni di Colf e Badanti.

Nella maggior parte dei casi si tratta di regolarizzazioni inerenti le posizioni di quei lavoratori che già lavoravano, ma in “nero” e per i quali, pertanto si è resa necessaria una maggior forma di tutela, soprattutto in vista dei controlli effettuati in questo periodo dalle forze dell’ordine: controlli che potrebbero avvenire durante il percorso casa-lavoro.

Tra l’altro, il decreto emanato dal Governo, non ha sospeso il lavoro domestico proprio per l’elevata utilità che lo stesso svolge, soprattutto nei confronti degli anziani non autosufficienti. 

Colf e Badanti possono svolgere la loro prestazione solo se in possesso di regolare contratto di assunzione e nel rispetto dei protocolli di prevenzione sanitaria che prevedono l’uso di mascherine, oltre al distanziamento sociale.

Tuttavia, nonostante l’importanza delle prestazioni svolte dalle suddette categorie di lavoratori, per questi ultimi, in realtà, non esistono ancora forme specifiche di tutela, fatta eccezione per il rinvio al 10 giugno del pagamento dei contributi relativi al primo trimestre.

Stante quanto sin qui evidenziato, con la presente Circolare, lo Studio, evidenzia una serie di soluzioni possibili previste per le famiglie, nelle ipotesi in cui la prestazione lavorativa non fosse più necessaria:

-      anticipo delle ferie: il lavoratore domestico, per ogni anno di servizio svolto presso lo stesso datore ed, indipendentemente dalla durata e dalla distribuzione dell'orario di lavoro, ha diritto a 26 giorni di ferie retribuite. La famiglia può concordare con il lavoratore domestico di anticipare le ferie in queste settimane di emergenza, al fine di limitare i rischi di diffusione del virus. È una soluzione che protegge la retribuzione ma è svantaggiosa soprattutto per le lavoratrici straniere che spesso usano le ferie per ritornare nel proprio Paese di origine;

-      aspettativa retribuita: è quanto previsto dall'articolo 19 del CCNL del Lavoro domestico: la sospensione extra-feriale del rapporto per esigenze del datore di lavoro. Si tratta di un periodo nel quale il lavoratore domestico non svolge la prestazione lavorativa ma viene comunque regolarmente retribuito. Per quanto sia un istituto contrattuale poco utilizzato, consigliamo, in questo caso, di consegnare una lettera da far sottoscrivere al lavoratore, nella quale devono essere indicati il periodo di sospensione (dovuto all’emergenza sanitaria in corso) e la data di ripresa del servizio;

-      permesso non retribuito: un’altra possibilità offerta, è quella di attribuire al lavoratore un periodo di assenza non retribuito. Una soluzione svantaggiosa per il lavoratore ma che gli consente di conservare il rapporto di lavoro. Durante questo periodo, il datore di lavoro è esonerato dal versamento dei contributi ed anche dall’accantonamento di tredicesima, ferie e TFR, che il lavoratore non matura;

-      licenziamento: è previsto il licenziamento del lavoratore con l’unico obbligo del preavviso (in mancanza: versamento della retribuzione relativa al preavviso non concesso). Si rammenta che, se il rapporto prevede più di 25 ore settimanali, il preavviso del datore di lavoro è di 15 giorni (fino a 5 anni di anzianità del lavoratore) e di 30 giorni (oltre i 5 anni). Nel caso in cui il rapporto di lavoro preveda, invece, meno di 25 ore settimanali, il preavviso è di 8 giorni (fino a due anni di anzianità) e di 15 giorni (oltre i due anni). Al lavoratore licenziato spetta la Naspi.

In caso di assenza non retribuita potrebbe essere preso in considerazione un anticipo del TFR, al fine di poter compensare la mancanza dello stipendio ed abbattere, in tal modo, quanto accantonato.

Tuttavia, in uno dei prossimi Decreti annunciati dal Governo sarà previsto, soprattutto per i lavoratori (domestici) sospesi, (e quindi senza retribuzione) l’accesso agli ammortizzatori sociali, o, almeno, ciò è quanto viene auspicato dalle associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, posto che, in assenza di aiuti, è prevedibile che, nei mesi di aprile e maggio, cominceranno i licenziamenti.

Lo Studio rimane a disposizione per ogni ulteriore ed eventuale necessità e/o chiarimento.

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