Green Pass: obbligatorio nella mensa aziendale, ma non per lavorare

La certificazione verde Covid-19, (Green pass) è stata prevista come obbligatoria dall’art. 9 del decreto-legge n. 52/2021, inizialmente per una serie di attività funzionali agli spostamenti internazionali e poi per le attività indicate nel decreto-legge n. 105/2021 e nel decreto-legge n. 111/2021 tra le quali ricordiamo: “l’accesso ai servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, di cui all’art. 4, per il consumo al tavolo al chiuso”.

Sull’applicabilità della suddetta disposizione normativa alle mense aziendali è intervenuto successivamente il governo con una FAQ - pubblicata in data 14 agosto 2021 - sul proprio sito Internet (https://www.governo.it/it/articolo/domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/15638#zone).

Nella FAQ viene evidenziato che: “per la consumazione al tavolo al chiuso i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione dipendenti, solo se muniti di certificazione verde posto Covid-19, analogamente a quanto avviene nei ristoranti. A tal fine, i gestori dei predetti servizi sono tenuti a verificare le certificazioni verdi con le modalità indicate dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri 17 giugno 2021.”.

Circa il valore giuridico della Frequently Asked Questions, si fa presente che gli indirizzi della giurisprudenza amministrativa considerano tali FAQ come orientamento dei comportamenti degli interessati e “contribuiscono senz’altro a fornire un’utile indicazione di carattere applicativo in ordine alla ratio sottesa alle procedure e agli atti in corso di esame”.

Nel caso in esame, forniscono una interpretazione autentica della norma a cui la stessa FAQ si riferisce, completando in questo modo quanto previsto dai Protocolli aziendali e chiarendo la misura precauzionale già introdotta dall’art. 3 del decreto-legge n. 105/2021.

Green pass al lavoro

Per quanto riguarda, invece, l’ingresso in azienda, non ci sono obblighi per il personale dipendente, nemmeno presso le attività che, in base alle nuove regole, richiedono il Green pass ai clienti (né per i titolari delle attività stesse). 

Il datore di lavoro, peraltro, non può né imporre la somministrazione del vaccino, né effettuare test sierologici o tamponi molecolari. A stabilirlo è l’art. 5 della L. n. 300/1970 (c.d. Statuto dei lavoratori) che esplicitamente vieta accertamenti da parte del datore di lavoro sulla idoneità e sulla infermità per malattia o infortunio del lavoratore dipendente.

I lavoratori, pertanto, dovranno attenersi scrupolosamente ai protocolli anti-contagio aziendali, utilizzando la mascherina, il gel lavamani e tutte le ulteriori misure anti-contagio adottate dal datore di lavoro (in proposito si veda ns. circolare del 2 maggio 2020).

Si ricorda, infine, che il datore di lavoro non può acquisire, neanche con il consenso del dipendente o tramite il medico competente, i nominativi del personale vaccinato o la copia delle certificazioni vaccinali e, quindi, del Green pass.

Alla luce delle nuove disposizioni, quindi, consigliamo a tutti i Clienti dello Studio di provvedere con tempestività all’aggiornamento del Protocollo aziendale Covid-19 introducendo, nello stesso, i riferimenti alla vaccinazione ed al Green pass per l’accesso alla mensa aziendale coordinandosi, a tal fine, con il medico aziendale, l’RLS, le RSPP aziendali e con il responsabile della privacy aziendale per i conseguenti incarichi.

Per quanto riguarda, invece, la gestione dei lavoratori senza Green pass, quest’ultimi non potranno più fruire del servizio mensa alle nuove condizioni attuali dettate dalle norme di legge e questo, tuttavia, non può comportare un obbligo del datore di lavoro di reperire un servizio sostitutivo ma, semmai, di consentire la fruizione di spazi aziendali gestiti secondo le regole di distanziamento dei protocolli attuali.