Malattia per quarantena Covid-19: l’Inps nega gli indennizzi per il 2021

Nell’ambito della normativa emergenziale Covid-19, l’art. 26, comma 1, del decreto-legge n. 18/2020 ha stabilito che il periodo trascorso in quarantena dei lavoratori dipendenti del settore privato è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento.

Ne hanno diritto tutti lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione, dei lavoratori iscritti alla gestione separata dell’Inps.

La tutela riguarda tutte le varie tipologie di isolamento fiduciario: con “sorveglianza attiva”, “precauzionale” e con “permanenza domiciliare” e, come rammenta l’Inps, si traduce in “un trattamento economico equiparato a quanto previsto in caso di malattia comune sulla base della normativa di riferimento”.

L’indennità non spetta a chi, pur in quarantena, può continuare a svolgere le sue mansioni lavorative “sulla base degli accordi con il proprio datore di lavoro”, in smart working, “presso il proprio domicilio, mediante forme di lavoro alternative alla presenza in ufficio”.

In questa fattispecie, venendo meno di fatto la sospensione dell’attività lavorativa, verrà corrisposta dal datore di lavoro la retribuzione ordinaria.

La tutela opera anche nei casi in cui venga successivamente conclamata la contrazione dell’infezione che, all’art. 26, comma 3, del decreto-legge Cura Italia, il legislatore ha equiparato alla malattia ordinaria.

Ora, con il messaggio n. 2842 del 6 agosto 2021, l’Inps fa il punto sull’attuale disponibilità di risorse finanziarie per la tutela dei periodi di quarantena Covid-19 con sorveglianza attiva e dell’assenza dei lavoratori fragili impossibilitati a svolgere lavoro in modalità agile con riferimento ai periodi di quarantena, evidenziando che il legislatore attualmente non ha previsto, per l’anno 2021 appositi stanziamenti. Pertanto, salvo eventuali interventi normativi, l’istituto previdenziale non potrà riconoscere la tutela previdenziale per gli eventi riferiti all’anno 2021 con eventuale richiesta di rimborso da parte dell’Inps. A farne le spese sarà il datore di lavoro costretto a farsi carico del periodo di quarantena utilizzando, alternativamente, permessi retribuiti (ROL, ex festività, permessi) o ferie forzate con conseguente aggravio di costi.

Per quanto concerne, invece, i lavoratori fragili, per l’anno 2021, considerato lo specifico stanziamento disposto per la loro tutela, la prestazione è riconosciuta per gli eventi fino al 30 giugno 2021, non essendo state previste nel frattempo ulteriori proroghe.

Va comunque evidenziato che risultano in corso verifiche da parte dei dicasteri interessati volte a rintracciare le risorse per rifinanziare le tutele sopraindicate anche per l’anno 2021.

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