Green pass: come organizzare l’attività di controllo

Il DL 23 luglio 2021 n. 105 ha introdotto l’obbligo del Green pass per l’accesso a determinate attività, servizi ed eventi, a decorrere dal 6 agosto 2021 e fino al 31 dicembre, termine di cessazione dello stato di emergenza.

Il successivo DL 6 agosto 2021 n. 111 ha previsto, a decorrere dal 1° settembre e fino al 31 dicembre, termine di cessazione dello stato di emergenza, l’obbligo del Green pass per accedere a determinati mezzi di trasporto e per il loro utilizzo e ne ha statuito l’obbligo di possesso e di esibizione per il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché per gli studenti universitari.

Il DL 10 settembre 2021 n. 122 ha esteso, dall’11 settembre 2021, l’obbligo del possesso dell’esibizione del Green pass ad una categoria più ampia di istituzioni scolastiche formative, introducendo tale obbligo anche a carico dei soggetti che accedono alle strutture per motivi di servizio o di lavoro.

Infine, il DL 21 settembre 2021 n. 127 ha esteso l’obbligo di possedere di esibire il Green pass alla generalità dei lavoratori, pubblici e privati, nonché ai magistrati negli uffici giudiziari, a decorrere dal prossimo 15 ottobre 2021 e fino al 31 dicembre, termine di cessazione dello stato di emergenza.

Nell'ultimo decreto, il legislatore si riferisce a "chiunque svolga attività lavorativa" e prescinde dal fatto che la prestazione avvenga in maniera irregolare o, addirittura, in nero. Di conseguenza, qualunque dipendente a tempo pieno o parziale, intermittente o occasionale, apprendista ma anche collaboratore (con o senza partita IVA), titolare di borsa di studio, tirocinante o volontario, è soggetto all'obbligo vaccinale. Così come sono soggetti al suddetto obbligo i lavoratori somministrati, i dipendenti di imprese che svolgono appalti, lavoratori in smart working o in co-working che tornano in periodi prefissati in azienda, lavoratori in trasferta, collaboratrici domestiche o badanti.

I datori di lavoro sia pubblici che privati quindi, entro il 15 ottobre 2021, devono definire le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche del possesso della certificazione verde Covid-19 da parte dei lavoratori, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, individuando altresì, con atto formale, i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni dell’obbligo stesso.

I controlli potrebbero avvenire tramite una verifica ai tornelli dell'azienda o sull'uscio della porta negli studi professionali ma anche in altro modo purchè prima che si acceda sul luogo di lavoro. Per quel che riguarda, invece, i lavoratori dipendenti dall'appaltatore che svolgono la propria attività all'interno dell'azienda (si pensi ad esempio ai servizi di pulizia o di mensa) o anche ai lavoratori somministrati che sono in forza presso l'Agenzia di lavoro fornitrice, la norma dispone che la verifica del rispetto delle prescrizioni sia effettuata oltre che dal datore di lavoro presso cui si svolge l'attività, anche da quelliche sono i loro rispettivi datori di lavoro.

La verifica deve avvenire con le modalità previste dall’art. 13 del DPCM del 17 giugno 2021, per cui “mediante la lettura del codice a barre bidimensionale, utilizzando l'applicazione" normativamente prevista, che consente unicamente di controllare l’autenticità, la validità e l’integrità della certificazione e di conoscere le generalità dell’intestatario, senza rendere visibili le informazioni che ne hanno determinato l’emissione.

L’app VerificaC19

"VerificaC19" e l’app ufficiale del Governo italiano, sviluppata dal Ministero della salute in collaborazione con il Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, il Ministero dell’economia e delle finanze e il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, per abilitare gli operatori alla verifica della validità dell’autenticità delle certificazioni verdi prodotte in Italia dalla Piattaforma nazionale-DGC del Ministero della salute e dei certificati europei digitali Covid-19 (EU Digital Covid Certificate) rilasciati dagli altri Stati membri dell’unione europea.

È possibile scaricare "VerificaC19" in modo del tutto gratuito sui dispositivi Android e iOS, direttamente dalle piattaforme Play Store di Google e App Store di Apple.

L’app, svolge il suo compito anche in modalità off line, senza una connessione Internet attiva. Non appena aperta, l’interfaccia di "VerificaC19" mostra il pulsante Avvia scan per attivare la fotocamera e inquadrare il codice QR relativo al certificato verde da analizzare; avviata la scansione, compare immediatamente l’esito della scansione: Certificato valido oppure Certificato non valido, accompagnato da alcune informazioni di base come nome, cognome e data di nascita del cittadino.

Lo sviluppo è stato curato nel pieno rispetto delle norme che regolano la tutela della privacy.

Ricapitolando, sono questi gli step che regolano il funzionamento di VerificaC19.

  • il soggetto che deve verificare la certificazione chiede all’utente di mostrare il QR code del suo certificato;
  • utilizzando l’app viene letto il QR code e ne viene verificata l’autenticità utilizzando la chiave pubblica di firma del certificato;
  • una volta decodificato il contenuto informativo della certificazione verde o dell’EU Digital Covid Certificate, l’app mostra le informazioni principali in esso contenute (nome, cognome data di nascita dell’intestatario del certificato);
  • la validità del certificato viene verificata rispetto alle date in esso contenute e alle regole in vigore in Italia per le certificazioni verdi Covid-19.
Il Ministero della salute specifica che “il soggetto incaricato procede alla verifica a vista della corrispondenza dei dati anagrafici dell'intestatario mostrati dall’app "VerificaC19” e quelli di un documento di identità mostrato dall’interessato”.

Operatori autorizzati

Gli operatori autorizzati, secondo la documentazione ufficiale, sono quelli appartenenti alle seguenti categorie:

  • i pubblici ufficiali nell’esercizio delle relative funzioni;
  • il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi iscritti nell’elenco di cui all’art. 3, c. 8, della legge 15 luglio 2009, n. 94;
  • i soggetti titolari delle strutture ricettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde, nonché i loro delegati;
  • il proprietario o il legittimo detentore di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde, nonché i loro delegati;
  • i gestori delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, sociosanitarie e socioassistenziali per l’accesso alle quali in qualità di visitatori sia prescritto il possesso di certificazione verde, nonché i loro delegati.

Ricordiamo che per ottenere il Green pass è possibile affidarsi all’applicazione IOImmuni, al portale di dgc.gov.it ti e presto anche al Fascicolo Sanitario Elettronico.

Il certificato di esenzione dal vaccino

La certificazione di esenzione viene rilasciata (in forma cartacea) nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea.

Le certificazioni potranno essere rilasciate - obbligatoriamente a titolo gratuito - direttamente dai medici dei Servizi vaccinali delle aziende ed enti dei servizi sanitari regionali o dai Medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta dell’assistito che operano nell’ambito della campagna di vaccinazione anti-Sars-Cov-2 nazionale.

Per essere valide le certificazioni dovranno contenere:

  • i dati identificativi del soggetto interessato (nome, cognome, data di nascita);
  • la dicitura: “soggetto esente alla vaccinazione anti SARS-CoV-2. Certificazione valida per consentire l’accesso ai servizi attività di cui al c. 1, art. 3 del decreto-legge 23 luglio 2021, n. 105”;
  • la data di fine validità della certificazione, utilizzando la seguente dicitura “certificazione valida fino al_______”;
  • i dati relativi al servizio vaccinale dell'azienda ed ente del servizio sanitario regionale in cui opera come "vaccinatore Covid-19" (denominazione del Servizio - Regione);
  • timbro e firma del medico certificatore (anche digitale);
  • numero di iscrizione all’ordine o codice fiscale del medico certificatore.

La certificazione, non dovrà contenere altri dati sensibili del soggetto interessato come, ad esempio, la motivazione di non vaccinabilità.

Vi sono inoltre alcune controindicazioni infondate, che proprio in quanto tali non danno diritto al certificato di esenzione. Tra le più comuni, la gravidanza e l’allattamento. I soggetti affetti da malattie autoimmuni possono ricevere qualsiasi tipo di vaccino autorizzato da Ema, così come i pazienti immunocompromessi e gli oncologici in corso di radio-chemioterapia, salvo specifiche controindicazioni.

Anche le persone che hanno avuto gravi reazioni allergiche non correlate a vaccini o farmaci iniettabili, come allergie al cibo, agli animali domestici, al veleno di insetti, all’ambiente o al lattice, possono essere vaccinate.

Sanzioni

Si ricorda che il datore di lavoro che ometta di verificare il rispetto dell'obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde da parte del personale  o che ometta di definire - entro il 15 ottobre 2021 - le modalità operative per l'organizzazione delle citate verifiche, inclusa, nel settore privato, l'individuazione con atto formale dei soggetti preposti all'accertamento ed alla contestazione delle violazioni dell'obbligo stesso, è applicabile la sanzione amministrativa da 400,00 a 1000,00 euro, di competenza del Prefetto che si avvale, a tal fine, delle Forze di polizia e del personale dei corpi di polizia municipale, degli ispettori del lavoro, del personale della guardia di Finanza e dei Carabinieri.

I proventi delle sanzioni amministrative sono devoluti all'Erario statale se le violazioni sono state accertate da funzionari, uffici ed agenti delle regioni, delle provincie e dei comuni, sono invece devolute alle amministrazioni locali a seconda della dipendenza degli accertatori.

Per tutti i Clienti di Aemilia Worknet è a disposizione, su richiesta, un fac simile di delega per l'attribuzione al dipenente del ruolo di verifica del Green pass.

 

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